Lo schiavo - Fino alla fine dell'orizzonte di Ervin

Note sulla Storia
L'ho iniziata nel 2005 (lo so, avevo 13 anni; la prima versione era puro fantatrash, con ragazzini che saltavano 14 metri da fermi e sputi nell'occhio a raffica al buon senso) e da allora ha subito tre revisioni. La sto revisionando per la quarta volta per portare il PoV fuori dalla piaga dell'alcolismo.
Tra i vari difetti per cui è sotto processo sono l'eccessiva lunghezza, la mia incostanza nel mantenere una forma coerente, ilmio stile, i  troppi personaggi.
La fine.
Il Monte Kyklos. La notte regna incontrastata. Il vento e la neve sibilano tra le girandole votive dei fedeli, messe a ricordo degli antenati Un silenzio sovrannaturale abbraccia ogni cosa, avviluppandola in una stretta ululante.
Un uomo si avvicina ad uno spiazzo vuoto. Nella sua mente le parole di una giovane donna.
Qui non resterà più nessuno
né io
né tu
è spiazzante
Una litania si diffonde nel vento. Parole disperse dalla tempesta.
Non solo dal silenzio
silenzio che odiamo e amiamo
nacque la perfetta combinazione di follia
nostra migliore amica
Una sensazione inebriante si diffonde nell suo petto, il battito cardiaco si rilassa. Ululando, il vento inizia a sciogliere le nubi che avvolgono la cima del monte. Appare la notte azzurra e silenziosa sull'oceano, illuminato dalla pallida luce di una delle tre lune.
Qualcosa per cui vivere
Qualcosa per cui morire
Qualcosa che il mio cuore non dimentichi
L'animo dell'uomo è calmo. Respira con regolarità, sente le membra sciolte. Lontano, si affollano nubi di tempesta, e-normi e blu come fortezze celesti, rischiarate dalla luce argentea di una luna. Un vento tiepido soffia per qualche istante.
Poiché quando calò l'Inverno sulle nostre contrade
e le tempeste sferzarono le terre
e il fetore del sangue rappreso salì fino all'Eden
e la follia spazzò il nostro pianeta
e l'incubo si eresse in tutto il suo tetro splendore.
La sua volontà plana verso il mare, ne sfioran la superficie con la mente, vaga tra le onde. Poi, adagio, torna alla propria mente e al Monte, mentre le nubi tornano a celare l'oceano e i venti burrascosi riprendono a soffiare neve.
Allora i nove avatar furono richiamati al loro lavoro.
Allora i Clan forgiarono le loro armi.
Allora nove manufatti uscirono dalle forge elementali.
L'uomo si guarda attorno, poi si piega e prende un sasso.
Un lampo squarciò le nubi
Poi un altro.
Il fuoco esplose nei boschi
Un altro ancora.
Le foreste s'innalzarono al cielo
Un altro.
Le miniere tremarono
Un altro.
Le maree rifluirono impazzite
Un altro.
Le ombre si allungarono
Un altro
Il sole bruciò le pupille
Un altro.
La terra si aprì
E l'ultimo
E una lieve brezza soffiò via il ricordo
della vita al tempo del caos.
Terminato il mucchietto, l'uomo si appresta a porre una girandola. L'oggetto traballa un po', ma accetta la sua nuova sistemazione. Il vento inizia a muovere le sue pale lentamente, poi queste prendono velocità. Ecco, ora inizia a roteare sempre più rapidamente, sospinta dal vento.
Gira, vorticosa, sempre più vorticosa, gira, gira,un caleidoscopio di immagini, ricordi, memorie; gira tempestiva sospin-ta dal vento, gira, ruota, mulina, rotea, turbina, vortica, sempre più impetuosa...




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