Interurbana di wasmehr

Note dell'Autore sul Capitolo
racconto scollegato da tutto e comprensibile solo a chi ha letto "Grimalkin", la storia che ho scritto prima di "Stirpe di Drago". per gli altri significherà poco :P
rimettendomi a pensare al mondo degli Elfi, in un momento in cui crollavo dal sonno e non riuscivo a fare altro ho immaginato una telefonata tra Aeglos e Belfagor :)
P.S. ho cambiato nome al marito di Aeglos, adesso si chiama Mordol (ancora temporaneo, comunque)
DRIIIIIN! DRIIIIIN!
"Mmmmh? Sì?"
"Belfagor, sei tu?"
"Mh-mh. Sciono io. YAAAAWN! Ma chi è?"
"Sono Aeglos, ma come? Non mi riconosci?"
"Aeg-CHI?"
"Guarda che mi offendo."
"Sgrmpf... 'Spetta un momento che recupero i pantaloni del pigiama..."
"Chi è?"
"Oh, Delilah, non volevo svegliarti."
"No? Parli al telefono di fianco al mio orecchio alle quattro del mattino, perché dovrei pensarlo? E poi chi caspita è?"
"Le quattro del mattino? Oh, scusa tanto Belfagor, non ho calcolato bene il fuso-orario!"
"Argh! Smettetela di parlare insieme! Vado di là... Aeglos, ma sei davvero tu?"
"Sei solo, finalmente?"
"Cosa sei, gelosa? Non sono io quello che si è trasferito in un'altra dimensione, sai!"
"Sigh. Non mettere il dito nella piaga. Sob, sob."
"Ma che fai, piangi? Aeglos, che cosa è successo? Ma poi, scusa, da dove caspita mi stai telefonando?"
"Da casa mia, a Myraras. Da dove dovrei chiamare?"
"Non pensavo ci fosse un collegamento telefonico tra il tuo mondo e il mio. Costa tanto?"
"Eh, abbastanza. Ma avevo bisogno di parlare con qualcuno. Con un essere umano! E qui non ce ne sono proprio."
"No, immagino di no. Ma è successo qualcosa? Racconta!"
"Oh, è solo che qua sono tutti così noiosi! Non si può parlare di niente, non capiscono quello che dico, non ridono alle mie battute, nessuno ha mai sentito nominare i Beatles, nessuno ha mai visto Star Wars o Ritorno al Futuro, nessuno sa chi sia Brad Pitt, non riesco a mangiare un waffel nemmeno a farmelo fare apposta... Insomma, non riesco ad ambientarmi!"
"Eh, capisco. Deve essere dura dopo più di mille anni in mezzo agli Umani. Ma cosa fanno gli Elfi per passare il tempo, si saranno pure inventati qualcosa!"
"Tsé."
"Sarebbe a dire?"
"Passegiamo nella foresta! Cavalchiamo lungo il fiume! Osserviamo le nuvole! Controlliamo le api! Raccogliamo erba bacca... Ci manca solo che mi mettano in cucina a fare marmellate. Io vorrei... vorrei... vorrei..."
"Cosa vorresti?"
"Non lo so. Ma sono stufa."
"Ti sei sposata, alla fine, con quello là, come si chiamava... Capelli neri e argento, sguardo sprezzante, l'ippogrifo lo so cavalcare soltanto io e sono il miglior guaritore della terra..."
"Smettila un po', sono già abbastanza depressa per i fatti miei. Comunque la risposta è: sì, ci siamo sposati. Contento?"
"Non metterti a fare l'acida con me, sai. Fosse stato per me, non vi sareste neppure fidanzati. E com'è che non ti sento fare salti di gioia?"
"Certe infatuazioni hanno vita breve, che ti devo dire."
"Ah! Vita breve? Ma se quel mollaccione ha praticamente immolato la propria vita sentimentale al tuo ricordo per milleduecento anni! Mi stai prendendo in giro?"
"Le relazioni sentimentali sono a doppio senso, stupido. La sua non era precisamente un'infatuazione. E comunque sono molto diversa da come ero quando il mollacione ha deciso di fare voto di castità in mia memoria."
"Mi stai dicendo che ChiomaNera non ti ama più?"
"Quello smetterà di amarmi quando agli Ippogrifi spunteranno altre due code. Sono io, quella che ha sbagliato. Nelle situazioni di pericolo nascono delle relazioni che sono solo fiammelle. Appena cala il livello di adrenalina, PUF!, ti saluto grande amore. Ma ormai sono incastrata."
"Non esiste che ti trovi un altro, vero?"
"Stai pensando a qualcuno in particolare?"
"Direi di no, Aeglos, non farti illusioni. Ho trovato la donna della mia vita. E poi, scusa, me l'hai presentata tu!"
"Ah già, la biondina a cavallo."
"Cos'è quel tono? Non ti permettere, sai? Guarda che metto giù!"
"Uff. Tutti felici e contenti, alla fine della grande avventura, tranne me. Che sfiga."
"Non mi hai ancora detto cosa c'è che non va in Mister Guaritore."
"È esattamente quello che temevo. È troppo perfetto. È di una noia e di una prevedibilità che spaventano. Oltre tutto quando ci sono i ricevimenti o le feste o le occasioni speciali a palazzo ci sono tutte quelle Elfette smorfiose che stanno a mangiarselo con gli occhi e io, invece di buttarglielo in braccio dicendo, tenetevelo, è tutto vostro devo pure fare la regina gelosa e mostrarmi moglie affettuosa e devota. Che palle."
"Aeglos. Mi dispiace che le cose non ti stiano andando bene. Ma cosa vuoi che faccia?"
"Niente. Anzi, no. Qualcosa puoi fare."
"Cosa?"
"So già che non lo farai."
"Ma no, dai, dimmi cosa."
"Tanto poi mi dici di no."
"Ma perché dovrei? Se è qualcosa che ti rende felice..."
"Non lo farai lo stesso, lo so."
"Aeglos, vuoi piantarla? Dimmi di cosa si tratta. Ti prometto che lo farò."
"Davvero?"
"Sí."
"Davvero davvero?"
"Ho detto SÌ!"
"Croce sul cuore?"
"Aeglos!"
"Okay, okay. Mi canti una canzone dei Beatles?"
"Una... Cosa?"
"Una canzone dei Beatles! Una famosa, che conoscono tutti. "Michelle", per esempio, o "Yesterday". Magari "Hey Jude"... No, troppo mielosa. Facciamo "Ticket to Ride"? "A Yellow Submarine"?"
"Io... Beh... Sono le quattro e mezzo di notte! Non posso mettermi a cantare "Yellow Submarine" in mezzo alla cucina!"
"Visto? Lo sapevo! Non vuoi farlo!"
"Non è che non voglio, è che... Sveglio tutti! E poi mica canto bene!"
"Ma non importa! Qui non c'è neppure una radio, e se anche ci fosse non sentirei altro che campanellini tintinnanti! Per favore, lo hai promesso!"
"L'ho- Uffa, e va bene. Aspetta che chiudo la porta."
"Belfagor, tutto bene?"
"Sì Delilah, arrivo tra poco! Devo, ehm. Mi preparo una camomilla e torno a letto!"
"Ne prepari una anche a me, per piacere?"
"Uh, Dio Santissimo, le donne che palle."
"Cosa?"
"Cosa?"
"Niente, niente, parlavo tra me e me."
"Okay Aeglos, adesso dovrò cantare intanto che preparo la camomilla. Speriamo almeno che il rumore del bollitore elettrico copra la mia voce. Pronta?"
"Non bisbigliare, se bisbigli non sento."
"Mica puoi pretendere ch gridi a squarciagola nel cuore della notte, ti pare?"
"Fregatene, i vicini sono sempre lì, invece io non ti chiamo mai. E, a proposito, datti una mossa o mi toccherà svuotare i forzieri del palazzo per pagare la bolletta."
"Non sono io che ti ho chiesto di telefonare."
"Belfagor, eddai!"
"Uh, va bene, va bene. Momento che mi preparo... Mhh-mmhh-mh-mh-mhh..."
"Ma cosa stai facendo? Cosa sarebbe quella roba?"
"Te l'ho detto che non so cantare! Perché non la insegni ai vostri, uhm, menestrelli?"
"Ma l'hai promesso! Canta!"
"Non strillare, accidenti! E va bene! We We all live in yellow submarine, yellow submarine, yellow submarine, We all live in yellow submarine, yellow submarine, yellow submarine. ...

***

Belfagor si mise seduto sul letto, la fronte imperlata di sudore. Che razza di sogno assurdo, aveva fatto. Accanto a lui Delilah dormiva serenamente, Grimalkin accoccolato sul suo cuscino.
Si alzò e si diresse in cucina per prepararsi una camomilla. Non gli mancava Aeglos. Sperava però che fosse un po' più felice di quanto non gli fosse apparsa nel sogno.

***

Aeglos si mise a sedere sul letto, scostandosi i capelli dagli occhi e dalla bocca. Che razza di sogno assurdo, aveva fatto. Accanto a lei Mordol, suo marito, dormiva respirando leggermente, la ciocca argentata che illuminava la capigliatura lunga e nera come la notte.
Si alzò e si diresse nella stanza attigua, dove si preparò un infuso di florea, l'equivalente della camomilla che esisteva nel mondo degli Umani. Non le mancava Belfagor. Ed era pienamente felice della sua vita insieme a Mordol. E sicuramente non sarebbe andata a raccontare a Belfagor il contrario, neppure nel caso fosse vero. Però effettivamente avrebbe ascoltato volentieri una canzone dei Beatles.




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