I Profeti di Nebula

Note sulla Storia
Questa la finisco! Questa la finisco!
P.S.: atei e bigotti... ASTENERSI! No, seriamente, non leggetela!
Note dell'Autore sul Capitolo
Dimenticate il catechismo. Dimenticate la messa alla domenica. Dimenticate la morale e le prime comunioni. Dimenticate le Quaresime e le icone. Dimenticate il Papa e tutte le nozioni su Angeli e Demoni... dimenticate tutto, sì... tutto, ma non i Profeti.
SALMO 3 – il prologo
“Signore, quanti sono i miei avversari!”.
Eccoli lì, schierati in riga, perfettamente allineati, precisi ed eleganti nel portamento. Non un capello fuori posto.
“Molti contro di me insorgono.”.
E ci sono anche loro, raffigurazione vivente del caos e del disturbo mentale; distruzione che cammina, morte che parla.
“Molti dicono della mia vita:”.
Sentiamo che hanno da dire…
“.”.
-Tu, Samuel Joshua David Solomon Strobenrauss, sei accusato di aver ostacolato, sfidato, osteggiato e infangato il santo nome dell’Ordine dei Praetorians. Per tale motivo sei condannato a morte senza processo e senza remissione dei peccati. Sarai condannato a vagare su questa terra sotto forma di presenza perseguitata. La controparte ha da aggiungere qualcosa?-. La controparte era costituita di uomini dall’aria truce e aggressiva. Un tipo vestito con dei jeans scuri e con il chiodo si fece avanti e parlò a nome dei suoi:
-Nulla da aggiungere- gracchiò quello con tono acido e strafottente. Si aggiustò il ciuffo che gli cadeva sul volto sgraziato e, con sarcasmo, aggiunse: -Eminenza-; a quella parola gli altri membri della comitiva si misero a ridere, chi sguaiatamente, chi istericamente. Le figure del primo schieramento, invece, rimasero impassibili a quel comportamento, apparentemente giudicato infantile.
Mentre ancora le risate si prolungavano e scemavano in sghignazzi, l’esponente del primo gruppo si rivolse al personaggio che si trovava a metà tra i due schieramenti opposti e disse, con tono glaciale:
-L’accusato ha qualcosa da dire?-. Quello si girò prima verso gli uni e poi verso gli altri; non aveva paura, sapeva che alla fine l’avrebbero preso; ma non gli andava comunque a genio l’idea di diventare ectoplasma ululante per il dolore spirituale e fisico. Aveva passato tutta la vita a combattere per un ideale, che poteva essere anche discutibile, per alcuni; certo sempre meglio che perseguire gli scopi dell’Ordine dei Praetorians o, viceversa, quello degli esponenti del Chaos. La luce non è sempre così luminosa, così come le ombre non sono mai così oscure. C’è qualcosa in mezzo, un istante; la maggior parte degli uomini, in pratica la totalità, viaggia su questo istante. La distinzione tra bene e male è un inganno, un trucchetto di prestigio in grado di far scomparire i nostri sensi di colpa e di accecarci, impedendoci di vedere la nostra stessa natura. Samuel non era più un illuso da molto tempo, più o meno da quando aveva preso coscienza del suo destino e di quello dell’umanità. Aveva accettatto tutto quello che la vita gli aveva dato, compreso il mandato da Profeta. Era stato incaricato da una forza superiore di fare qualcosa di straordinario, impensabile, per certi versi miracoloso; avrebbe ricoperto un ruolo che solo pochi uomini possono ricoprire. Doveva portare la rivoluzione sulla terra. E forse l’aveva portata veramente, ma solo il tempo avrebbe rivelato il suo operato.
Deciso a rispondere, conscio che sarebbero state le sue ultime parole, disse:
-“Ma tu sei mio scudo, Signore,
Sei la mia gloria e tieni alta la mia testa.
A gran voce grido al Signore
Ed egli mi risponde dalla sua santa montagna.
Io mi corico, mi addormento e mi risveglio:
Il Signore mi sostiene.
Non temo la folla numerosa
Che intorno a me si è accampata.
Sorgi, Signore! Salvami, Dio mio!
Tu hai colpito alla mascella tutti i miei nemici,
Hai spezzato i denti dei malvagi.
La salvezza viene dal Signore:
Sul tuo popolo la tua benedizione.”-.
Ecco, anche le parole giuste erano state dette. Ora poteva andarsene in pace…


…o forse no…




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