Una vita passata di ico

Note dell'Autore sul Capitolo
allora! questa e l'altra necessitano di un parere/consiglio. possono essere sia singoli - ovvero finisce qua - oppure diventare un po' più lunghe - pochi capitoli, comunque.
mi direste secondo voi come sarebbe meglio? basta qua o vorreste di più?

per questa mi servirebbe pure l'ok di wasmerh! l'idea di base è la stessa del buon vecchio Grimalkin (ora copio anche voi, sorry!) quindi voglio l'ok dell'ideatrice originaria ;)
1


I due uomini si fissano, occhi negli occhi, mentre si spostano di lato, tracciando inconsciamente un cerchio.

Quello che ad un occhio superficiale sembra più anziano è il primo ad attaccare. Solleva alta la spada, caccia un urlo da bestia e scatta verso l'altro.
Quello si limita ad una smorfia mista di rabbia e spocchia, mentre para l'arma dell'altro.

Lo scontro continua così, inutilmente. Il primo attacca, gridando, il secondo para con boria.

Sbadiglio. È così che deve andare. Noioso.

I due si allontanano. Quello più giovane sogghigna, dice qualcosa sul fatto di essere quasi un Dio.
Poi ride.

Sorrido. Quasi un Dio. Nella vostra idiozia lo credete pure. E il bello è che neppure avete la vaga idea di cosa sia un vero Dio.

L'altro gli ringhia che non crederà mai in un Dio come lui.
Che banalità.

Di nuovo le spade si scontrano, ma stavolta quella del tipo divino scintilla. Spada d'argento.

La lama brillante attraversa d'improvviso la difesa del vecchio, e quello scatta all'indietro, portandosi la mano al fianco.

Si fissa il sangue sulle dita. L'altro sogghigna.

Mi sto annoiando. E dire che prima prometteva bene. Adesso è un po' parecchio deludente.

Quello ferito scatta di nuovo, in avanti. Cala la lama con tutta la sua forza. Il divino para, e l'arma del vecchio si spezza a metà.

Il suo avversario di nuovo sogghigna, ma stavolta la sua espressione cambia quasi subito. Il ferito gli afferra le mani, e con una torsione che non credo un vero umano possa fare, gli strappa la lama argentata dalle dita.

Per poi conficcargliela nel petto. Il tutto con un unico gesto.

Il divino morente rantola, la faccia deformata in un ghigno di sorpresa e rabbia.

« Quella è per i mostri... » Rantola, mentre crolla in una pozza del suo stesso sangue.

Il vecchio replica qualcosa.


Non lo ascolto. Carina la battuta, però.

Poggio il joistick – o come si chiama, mai imparato. Fine del gioco.

Fisso distrattamente il filmato finale sullo schermo del portatile.
Personaggio niente male il vecchio protagonista, penso. Che poi vecchio non è, rimugino.
Cosa sarà questa fissazione di fare sembrare vecchi i giovani e giovani i vecchi. Che logica è?

Magari domani dirò due parole carine sul videogioco in quella massa di babbei che si chiama internet.

Mi avvicino alla finestra, la apro leggermente. Squadro i panni stesi sul terrazzino. Domani li raccolgo, giuro.
La luce nell'appartamento di fronte è accesa. Sarò il tipo paranoico che crede che fantomatici nazisti comunisti americani lo controllino dalla parabolica sul tetto o la sua coinquilina rifatta che tradisce la fidanzata con un'altra donna?
Ed è sempre notte.
Sarei tentato di restare ad ascoltare, giusto per curiosità. Lasciamo perdere, affari loro.

Torno dentro. Le due e mezzo. Neppure.


02:18, dice l'orologio digitale sulla libreria.

Dannate notti che non passano mai. Dovrò scaricare un nuovo videogioco. Stavolta che sia più lungo, però.

Mi siedo. Il filmato non è ancora terminato. Magari uno con più gioco e meno film.
Prendo un libro e lo sfoglio.
Questo l'ho letto sedici volte.
Mi fermo a caso e inizio a leggere.

Sorrido.
L'elfo promette ai due viaggiatori che li aiuterà. Anzi, elfa. E che con lei la foresta non li toccherà.


Certo. Come no. Elfi affabili. Ci sono da tutte le parti. Elfe pronte a farsi sbattere da umani. Sì sì, esistono apposta, solo per allargare le gambe per loro. Tutte in fila. Elfi pronti a far la guerra agli umani, perdendola. Raro, questo.
O, e quel cartone, con quell'elfo semi divino. Eh.

Gli umani sono inventivi, lo ammetto. Se hanno una qualità, è solamente questa.

Chissà se alla fine, prima che il modo crolli, riusciranno a fare qualcosa con la mia razza, descrivendola come è per davvero.

Chissà.




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