Sogno di ico

Note sulla Storia
spero che caladan sia contento ^^ arriva anche roba nuova, tranquillo!
Note dell'Autore sul Capitolo
ok, con l'aiuto della "correttrice di bozze" spero di aver tolto una buona parte delle ignorantate ortografiche!
mi scuso per l'insufficienza in italiano a forma umanoide che sono :D
Prologo - passato e eroe



Esistono storie che, se meritano attenzione, narrano di quanto il mondo fosse diverso, secoli e secoli or sono.

Narrano di veicoli volanti, di macchine in grado di produrre altre macchine.
Di oggetti che consentivano la comunicazione a distanza, anche da continenti di distanza.
Di parti del corpo non organiche, di operazioni in grado di sostituire cuori, ossa e cervelli.
Di armi potentissime, capaci di creare soli.

Non sappiamo se siano reali o solo favolette da bambini.
Documenti ritrovati tre le rovine, o immagini di tempi morti.
Possono essere creduti? Personalmente, non ci credo.

E, anche qualora fossero tutte verità, appartengono a tempi andati, perduti per sempre.

I tempi che precedettero il suo arrivo.
Nessuno sa, o nessuno vuole sapere, da dove fosse arrivato. Nessuna memoria della sua nascita.
Perduta come tutto, in fondo.

Molti erano i suoi appellativi: la Pianta Parassita, l’Albero della morte, il Dio Demone, l’Orrore, il Grande Re di Tenebre.
Il Sovrano del Terrore.
Colui che distrusse la storia.
Colui che distrusse il mondo.
Qualcuno, invece di un titolo, gli diede un nome, come la nostra razza è abituata a fare: Legules. Forse Legules aveva un significato nella sua lingua, ma non ci è dato saperlo.
Memorie cancellate, di nuovo.

Ma, chi o cosa fosse, da dove venisse, perché esistesse, sono unicamente pensieri inutili, adatti ai nostri tempi, forse, e niente affatto importanti ai sui tempi.

Allora l'importante era sopravvivere.

Legules consumò tre quarti del mondo, spazzò via la cosa conosciuta come civiltà. Consumò, letteralmente. Legules era una pianta, un vegetale.
Alcuni studi sostengono che siano loro stesse a permetterci la vita, creando l'aria che respiriamo.
Terreno in cambio d'aria.

Legules prese l'intero pianeta, come terreno. E, in cambio, sterminò la razza umana.

Che combatte, la sua apparentemente inutile e disperata guerra.
Utilizzarono le armi micidiali delle leggende, forse. E non servirono.

Decenni e decenni dopo, secoli e secoli, le armi mitiche si esaurirono, così come i nostri antenati. L'umanità si arrese.

La gente si arrese, si nascose, pregò divinità inesistenti che il mostro sparisse.
E lui si espanse, indisturbato, tranquillo, con calma. Sopra milioni e milioni di cadaveri.

Anni di apatia, di disperazione, prima che la pianta si fermasse.

Perché lo fece? Non ci è dato saperlo.

Fu allora che la gente riprese le armi, armi reali, stavolta. Non cose di miti.
Spade, scuri, archi e frecce.

Riprese la guerra, e per la prima volta, l'uomo recuperò piccoli, ma vitali, frammenti di territorio.

Incredibilmente, la pianta subì minuscole ma significative sconfitte.

Sempre più guerrieri si unirono alla lotta, persone più che dispose a gettare la propria vita per la riconquista anche di un solo pezzo di terra.

E la seconda guerra durò e durò, fino a quindici anni fa, esattamente quindici anni fa.

Fu allora che il Grande Eroe, Reinu Ataren, sconfisse definitivamente Legules.



La donna spense la radio. Sospirò profondamente.
«Auguri mamma! Oggi è il compleanno del mondo!» Disse la giovane, sollevando le braccia.
«Di già? Maledizione.» La donna scosse la testa. «Dimmi che non avrò fastidiosi idioti attorno.»
«Ti tocca mamma.» Ridacchiò la ragazza. «Non sei felice?»
La donna bofonchiò qualcosa. « -rda. A saperlo non avrei fatto nulla.»
«Il mondo sarebbe morto mamma.»
«E nessuno mi avrebbe rotto.»




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