Sangue di Selerian

Note dell'Autore sul Capitolo
Cavolo, che capitolo inutile :S. Se non altro, si vede una cosa a cui tenevo, cioè che la magia non esiste solo a scopi bellici. Per il resto, era un male necessario.

Ambasciatori


Basta dire che sono fiorentino e la gente mi guarda strano, fa un segno della croce, abbassa la testa come avessi detto che ho un lutto in famiglia. A volte qualcuno più coraggioso mi chiede se sia così terribile vivere governati da dei vampiri, qualcuno mi chiede sussurrando se abbiano mai bevuto il mio sangue.
Maremma, che si guardino i loro, di governi! Sì, il nostro Duca e i suoi comandanti ogni tanto hanno bisogno di un sorso di sangue dei cittadini. I Signori di Milano non si prendono un decimo di tutti i raccolti, e le tasse su chi ha un reddito? Venezia, a tutti i fini pratici, si prende i bambini che manifestano il Talento Magico.
Io ho una cicatrice sul braccio dove ho dato sangue a un Lord Vampiro. Lui è stato cortese con me, mi ha ricompensato come prevede la legge. Non me ne vergogno. I Signori di Firenze ci ascoltano e ci proteggono. Potete dire lo stesso, dei vostri succhiasangue?

Archimede Bernardini, operaio fiorentino.



La barca nera, con le finestre oscurate, attracca direttamente in piazza San Marco, sotto di noi.
C'è una folla riunita a guardare. Alcuni sventolano striscioni, gridano cori di protesta. Nessuno lancia oggetti, per ora. Non che servirebbe a qualcosa, cinque maghi dell'Oro sorvegliano il percorso fino a Palazzo Ducale.
“Almeno non abbiamo oscurato il cielo su Venezia in suo onore”, commenta Dragan. Mangia patatine da una vaschetta di alluminio, le gambe penzoloni dal tetto.
“Non avrebbe nemmeno dovuto metterci piede, a Venezia”, rispondo.
Dragan si stringe nelle spalle. Lancia una patatina in aria, sorride mentre i piccioni si azzuffano per prenderla.
“Non lo so. Ho parlato con lui, a Firenze. Non è che io sia un fan dei Vampiri, ma devo dire che mi è piaciuto più della maggior parte dei diplomatici e capi di stato che ho incontrato. Sicuramente meglio dei religiosi”
“A parte il dettaglio di nutrirsi di sangue umano”
Dragan sembra a disagio.
“Non lo so. Ero d'accordo con te, lo sai. Ma oggettivamente, non è che faccia male a qualcuno, i loro cittadini offrono volontariamente il sangue in cambio di denaro, e a quanto ho capito ci si riprende dal prelievo in un paio di giorni. È vero, istintivamente fa repulsione. Ma metà del mondo dice che i nostri poteri siano innaturali. Non mi sento più così sicuro, nel dargli torto”
Non so cosa rispondere. Scoprirmi più bellicoso di Dragan verso qualcuno è vagamente inquietante. Fino a qualche anno fa, era un sostenitore della Guerra Finale, per la miseria.
Le porte della barca, bordate d'oro, si aprono lentamente. Ne esce un giovane che apre un grande ombrello nero. C'è qualcosa di surreale nel vederglielo aprire nella piazza inondata di sole, in uno dei primi giorni caldi di primavera.
Il Duca di Firenze esce poco dopo, rimanendo sotto l'ombrello. Da qui non lo vedo bene, ho un'impressione di aspetto giovanile e capelli biondi. Indossa giacca e cravatta scure e un cappello a cilindro.
“Perché si veste come un finanziere?”, chiedo.
“Vuole farsi riconoscere come vampiro, immagino”
Ridacchio. Alcuni manifestanti, con uno striscione non avrai il nostro sangue scritto in rosso, cercano di raggiungere il Conte che cammina verso Palazzo Ducale. Una barriera di Forza li respinge senza difficoltà.
“Andiamo a vedere la presentazione al Maggior Consiglio? Sono curioso di vedere come reagiscono i Nobili”
Dragan fa una smorfia.
“Starcene al chiuso a sentire il campionato di ipocrisia over settanta? No, grazie. Lascio i salamelecchi a Silvia. È una bella giornata”
Guarda verso la Torre del Fuoco, visibile oltre le guglie di San Marco.
“E poi voglio scambiare due parole con il resto della Scuola di Fuoco. Se dobbiamo andare in guerra, vorrei almeno capire quanto siamo forti”

***

{Dragan}
La Barriera di Fiamme è appena un venticello secco ai miei sensi magici. Il giovane mago del Rame di guardia si inchina profondamente al mio passaggio. Sorrido. Ci sono pro e contro, nel mio nuovo status di eroe cittadino. Ma la deferenza delle reclute del Fuoco mi diverte.
Entro nella Sala delle Fiamme. Il semplice calore dell'aria ucciderebbe in pochi secondi chiunque non indossi un talismano come il mio.
Per me è sempre, in qualche modo, tornare a casa. Qualche parte di me, avvolta nell'elemento su cui ho potere, mi dice che questo è il posto giusto, qui sono al sicuro.
Il primo livello è una lunga terrazza circolare, rivolta verso l'interno della sala cilindrica. Oltre la terrazza, vedo il gigantesco complesso della Grande Caldaia, un mostro di metallo e fuoco grande come un paio di case. Tecnici si affannano attorno alle manopole, il vapore sbuffa dalle valvole, oltre gli spessi vetri si vede l'inferno di vapore e fiamme ruggenti all'interno.
Simone è seduto a uno dei tavoli, legge un libro. Percepisco il debole incantesimo impresso sulla carta, perché non bruci spontaneamente nell'aria arroventata.
Mi avvicino, il ragazzo solleva gli occhi e sorride.
“Ehi, sir Jankovic. Cosa la porta fra noi plebei?”
“Senti, uccidi un Titano anche tu, oppure rompi meno le palle”
Poggio le mani sul tavolo per un istante, i simboli magici inscritti sulla superficie metallica si illuminano in sequenza. Un minimo sforzo di volontà, e il mio potere scorre in un rivolo continuo, attraverso il tavolo e poi attraverso i cavi d'argento, assieme a quello di migliaia di altri va ad alimentare la Grande Caldaia.
“Sai com'è. Nessuno vuole bene a noi ingegneri. Tu torni coperto di sangue raccontando che hai ucciso qualcosa, ti nominano Cavaliere e le ragazze ti sciamano addosso. Io al massimo torno coperto di grasso con affascinanti racconti di problemi di ottimizzazione”
Rido, alzo le mani.
“E tu hai pure studiato come un dannato per entrare nella divisione ingegneristica, mentre io prendevo il sole e mi godevo le ragazze in questione. Non dimentichiamo”
“Sempre un piacere vederti, Dragan. Sei qui solo per rigirare il coltello nella piaga? Perché fra poco ho una riunione. Ti offro una birra appena stacco, piuttosto”
Annuisco. Abbiamo tutti da fare, sempre. E io dovrei arrivare al punto. Quand'è che siamo cresciuti e ci siamo trovati pieni di impegni e cose importante di cui occuparci? Non me ne sono accorto. Non volevo.
“Una riunione? Che, vi aspetta un affascinante dibattito su quale misura di bulloni standard sia meglio adottare?”
Scuote la testa. Sembra distante, come sempre quando parla di problemi tecnici.
“No, studio di fattibilità per un modo per trasportare il calore con meno perdite. Teniamo al caldo Venezia solo generando cinquanta volte più energia di quanto ci serva effettivamente, e non abbiamo ancora niente di paragonabile per le provincie. Ma non è che possiamo fare una Grande Caldaia ogni quartiere...”
Si stringe nelle spalle, sorride.
“Lo so, gli unici problemi a cui puoi contribuire sono quelli in cui c'è qualcosa da uccidere”
“Esattamente. E volevo una tua opinione”
“Stai bene, Dragan? Devo ricordarti che in combattimento valgo quanto un calzino usato?”
“Sempre più di quanto valessi io in matematica. E mi serve un'opinione di una persona intelligente”
Inarca le sopracciglia.
“Mi stai facendo un complimento? Inizio a preoccuparmi. Quando arriva la parte in cui mi freghi?”
“Intelligente, per me, vuol dire tizio occhialuto che mi spiega cosa devo uccidere per arrivare alla parte in cui tutti mi fanno i complimenti e le ragazze mi balzano addosso”
“Ci vedo benone, ma per il resto rientro. Cosa vuoi sapere?”
“Come vedi una guerra con Praga?”
Simone scoppia a ridere, scuote la testa.
“Una cosetta da poco, eh?”
“Sei una persona intelligente, e troppo chiuso nel tuo mondo per fare il gioco di qualche fazione. Che è più di quanto possa dire di chiunque altro a cui io possa chiedere consiglio”
E di me. Non che mi consideri proprio un idiota. Ma non ho la capacità di vedere il quadro generale in qualcosa di così grande, così complesso. Serve una mente diversa dalla mia.
“Scusa, Dragan, ma davvero non credo di poter dare un buon consiglio. Della situazione diplomatica so meno di te, in tutta probabilità. Andare a spianare una Corte Vampirica non mi dispiace, come idea. Soprattutto se la Chiesa collabora, una volta tanto. Ma è tutto quello che ti so dire”
Scuoto la testa.
“No, della questione diplomatica so anche troppo. Silvia me ne ha riempito la testa tipo ogni secondo delle ultime settimane. Lei è abbastanza intelligente per altre cinque persone, ed è talmente dentro al gioco delle fazioni che al netto è neutrale, per cui mi fido. Volevo una tua valutazione su un'altra cosa. Come dovremmo fare guerra a Praga? Quanto difficile dovrebbe essere?”
Simone annuisce. Il sorriso svanisce, torna a fissare il vuoto. Il suo tono cambia impercettibilmente, diventa quello distaccato che associo a quando ha un problema da risolvere. E se non è in grado di sconfiggere un barboncino a duello, Simone è fin troppo competente in questioni militari. Valvole e tubi sono solo uno degli incarichi che ha per la Scuola di Fiamme.
“Non ci hanno ancora chiesto formalmente di formulare un piano d'attacco, ma io e gli altri della Commissione Strategica abbiamo già letto tutto il leggibile sulla capacità militare di Praga. Hanno parecchi soldati, un discreto gruppo di incantatori di basso livello, e qualcosa fra i cento e i cinquecento vampiri realmente pericolosi. Hanno un esercito permanente di cinquantamila uomini, possono richiamarne il triplo dalle campagne, se proprio ci tengono”
Annuisco.
“Quindi?”
“Quindi non hanno niente seriamente in grado di opporsi a noi, in un confronto diretto. Voglio dire, un centinaio di maghi dell'Argento con una dozzina dell'oro potrebbero radere al suolo Praga, con tutte le truppe a difenderla e alla faccia di tutti i vampiri. Il problema sostanziale è un altro”
“Sentiamo”
“la logistica. I vampiri sono dannatamente veloci, di notte potrebbero essere un serio pericolo. A meno che la Chiesa offra gentilmente di insegnarci il loro fottuto incantesimo di Teletrasporto, non è che possiamo far apparire un'armata lì davanti. E cento maghi dell'Argento sarebbero un gruppo troppo vulnerabile ad attacchi a sorpresa. Dovrebbero attraversare centinaia di chilometri di territorio nemico, dopotutto”
“Quindi dovremmo mandare truppe convenzionali o almeno molti maghi minori di supporto”
Annuisce.
“Se davvero la Chiesa è con noi, probabilmente potrebbero mettere insieme un esercito delle Città Sante. Aggiungendo maghi delle altre Città Magiche e magari un buon reparto di ricognitori offerto dai Forti dell'Est o dai Cavalieri di Malta, si potrebbe formare un esercito che non avrebbe problemi a raggiungere Praga. Eccetto che a quel punto sarebbe lento, e avrebbe bisogno di rifornimento. Rifornimento vulnerabile”
Annuisco.
“Dovremmo fare una vera campagna di conquista. Non possiamo fare toccata e fuga”
“Esatto. Sarà una campagna lunga, e potenzalmente sanguinosa. E arrivati a Praga, cosa fate? Potreste distruggere la città. Ma non credo sia una soluzione da prendere anche solo in considerazione. La Corte Vampirica non si arrenderà mai”
Mi guarda negli occhi. Non un accenno di divertimento, ora.
“Non vorrei essere io, quello che deve entrare a Praga per combattere in uno spazio rinchiuso un gruppo di Vampiri che conoscono perfettamente il territorio. Non per tutti i titoli e le ragazze del mondo”

***

{Alvise}
“Masier, serve supporto per una rigenerazione polmonare in sala due. Qui può staccare?”
Controllo le ferite della ragazza. Il Tessuto ustionato è stato rimosso e rigenerato. Avverto ancora una grande quantità di tossine in circolo e una pressione sanguigna pericolosamente bassa, ma nulla di urgente.
Mi rivolgo all'infermiera. Deve avere il doppio dei mie anni e il triplo della mia competenza, ma le manca il Talismano del Sangue, ha solo lo stemma del leone, in bronzo, degli Incantatori.
“Signora Righi, rimane da ripulire il sistema circolatorio e fare una trasfusione. Posso andare?”, chiedo.
Lei annuisce, iniziando a tracciare simboli in aria.
“Prego, dottore. Qui finisco io”
Che in assenza di pazienti svegli, sarebbe stato “levati dai piedi, poppante”.
In ospedale non si corre, se non si riceve un messaggio telepatico. Mi limito a camminare velocemente verso la sala due. Rigenerazione polmonare. Ne ho fatte solo un paio. Se non altro, non ci sono un miliardo di nervi da ricollegare correttamente.
Corro in sala due. Odore di sangue, disinfettanti e paura. Un chirurgo con un talismano d'oro ha una mano nel torace del paziente, attraversa pelle e ossa come fossero acqua. I simboli magici sul lettino avvampano tutto a torno, linee di potere magico vanno ad accendere le spie diagnostiche sulla testiera. Il paziente è un signore di mezza età, le mani callose di un contadino.
“Masiero, veda di tenere su il sistema circolatorio mentre lavoro. Qualche idiota ha sbagliato a riparare un danno polmonare, devo rimuovere parte del polmone sinistro e rigenerarla subito dopo. Lei tenga irrorato il cervello, in qualche modo, e tenga bassa la pressione da quelle parti”
Poggio una mano sul petto dell'uomo. Diagnosi. Adato l'incantesimo con alcune parole, per vedere meglio il sistema circolatorio. Vene e arterie e capillari appaiono alla mia vista come una mappa, il corpo che li contiene soltanto una sagome spettrale. Il cuore pulsante chiaro e nitido come se ce l'avessi davanti. Alcune vene sono pericolosamente vicine all'occlusione. Un po' troppa passione per la soppressa. Finita la parte rischiosa dell'operazione, sarà opportuno ripulirle.
Poi arriva il deja-vu, orrendamente intenso, reale. Mi sembra che la luminosità nella stanza si abbassi, l'uomo steso sul lettino diventa un giovane pallido dai capelli scuri. Non c'è più un chirurgo, chino su di lui, ma un uomo vestito di nero, e quello che sta facendo non è giusto, non sta affatto guarendo...
No. Sono in ospedale. Questo è un ricordo, e nel momento peggiore possibile. Chiudo gli occhi un istante, li riapro, e il mondo torna a posto, le pareti sono di nuovo bianche, le finestre che danno sul mare attorno a noi. L'uomo davanti a me è il Dottor Favaro dell'Oro, e sta usando tutto il proprio potere per aiutare una persona.
Come dovrebbe essere.

***

{Silvia}
“Qual è la nostra posizione, quindi?”
Alessandro sorride.
“Nostra di chi? Rappresenti almeno tre fazioni diverse, devo ricordarti”
“E quelle sono solo quelle che ammetto in pubblico. Noi Isolazionisti, comunque. Delle posizioni dei maghi ho sentito parlare anche troppo, per oggi”
Si stringe nelle spalle, guarda giù, verso la città trecento metri sotto di noi. Sembra quasi qualcosa di unito, ordinato, visto dalla Scuola del Vento.
“La nostra posizione? Cavalcare la tempesta, se possibile. O almeno evitare che ci travolga tutti. Cercare di salvare la faccia per le elezioni e magari evitare la fine del mondo nel processo”
“La nostra posizione ufficiale”
“Ah, potevi dirlo subito. La fazione Isolazionista è unita e sicura nel proclamarsi a favore di un intervento militare contro i nemici dell'umanità, è magnanimaente disposta ad accettare la mano tesa di Avignone pur senza dimenticarne le colpe, eccetera eccetera”
“Potremmo evitare la guerra?”
Sembra pensoso. Stanco. È già la risposta che mi serve. Se un pacifista convinto come lui è dubbioso, non c'è speranza.
“Nell'immediato? Forse sì. Ma romperemmo il primo tentativo di collaborazione di Avignone in cinquant'anni. Amsterdam non ne sarebbe proprio deliziata. E rifiutandoci di marciare contro i nemici dell'umanità, i Falchi ci farebbero a pezzi alle elezioni. E la domanda è, a quel punto: saremmo in grado di evitare la Guerra Finale, a quel punto?”
Rabbrividisco.
“Ci siamo davvero così vicini?”
“Se le elezioni fossero domani, avrebbero qualcosa come cinquecentocinquanta voti dalla loro. Non abbastanza, ma quasi. Un altro pazzo come D'Auvergne, e la guerra inizia”
“Se scendiamo in guerra contro Praga, invece?”
“Dimostriamo che si può collaborare con la Chiesa. E che Venezia è perfettamente in grado di affrontare i nemici dell'umanità”
Annuisco. Le sue predizioni sono molto vicine alle mie. Avrei preferito mi contraddicesse.
“Il Savio alla Magia, se possibile, deve rimanere qui. Non vogliamo che possa spacciarla come una propria vittoria” dico. Le parole mi suonano amare. Il Savio alla Magia è un buon generale. Ma è un generale troppo entusiasta.
“Riuscirà almeno a nominare un Falco come comandante della spedizione”
“Questo dobbiamo accettarlo”
Qualche istante di silenzio.
“Perché Praga? Non proclamano una Crociata contro i Mostri da quattrocento anni. Perchè contro Praga?”, chiedo.
“Una Corte Vampirica che prende possesso di una città allo scoperto, in effetti, non si vedeva da parecchio”
“Lo so. Ma detto chiaramente, una Crociata contro Praga è uno spreco. Con la potenza di fuoco che potremmo mettere assieme con un esercito unito delle Città Sante e di quelle Magiche, potremmo ripulire i balcani e colonizzarli. O se vogliono qualcosa di spettacolare, potremmo spianare la Torre Oscura. Riprenderci la Sardegna, o mezzo nord africa, per la miseria”
“Con tutte le difficoltà politiche di mettere assieme una spedizione del genere, un obbiettivo militarmente facile ha i suoi pregi. E poi prima ci occupiamo di Praga, meno sarà difficile”
“Sarà. Ma se il Papa davvero vuole riavvicinarsi a noi, perché non ci ha nemmeno chiesto un'opinione riguardo a dove attaccare?”

***

{Alvise}
Mi massaggio gli occhi. Sono dieci ore che lavoro, e sono sfinito. Ma abbiamo finito col primo soccorso. Un altro carico di rifugiati.
“Ecco. Ancora qualche settimana e sarai come nuovo”, dico al bambino. La madre, dietro di lui, sembra esausta. I loro vestiti sono letteralmente laceri, sono arrivati visibilmente smagriti.
“E poi che ne sarà di noi?”, chiede la madre.
“La Città vi ospiterà, almeno nell'immediato. Poi vi verrà cercata un'abitazione permanente”
Cioè una fattoria ai margini dei nostri territori. O a Catania. Dove i nostri cittadini non hanno nessuna intenzione di stare. Ma molto meglio che fare la fame.
“E ucciderete i mostri?”, chiede il bambino. Deve avere fra i dieci e i dodici anni.
“Certo. Se un mostro si avvicinerà ancora a voi, verrà fatto a pezzi prima che possa muovere un dito”
“No. I Mostri da cui scappiamo. I Vampiri hanno ucciso papà. I loro demoni ci hanno inseguito per tutto il viaggio. È vero che andrete in guerra? È vero che li ucciderete?”
Mi sento gelare. Ovviamente. Rifugiati di Praga. I cittadini poco graditi alle Corti Vampiriche che sono partiti in fretta e furia quando hanno preso il potere.
E non tutti sono arrivati.

***

“Secondo te quanto se la prendono se gli do fuoco? Assicuro a tutti che era un Titano travestito”, propone Dragan.
Siamo sui tetti della Biblioteca Marciana, questa volta. Almeno c'è una ringhiera, questa volta. Sospetto sia una concessione alla mia paura delle altezze. Parecchi altri maghi, la maggioranza più giovani di noi, si godono il sole qui sopra.
“Se non altro, ci risparmieremmo il Concilio. Muoio di noia al solo pensiero”, commento.
Dragan sorride. Stende la schiena sul tetto piatto, chiude gli occhi al Sole tiepido. Le statue sopra il parapetto sembrano guardarlo storto.
“Penso che sarà meno noioso del solito. Muoio dalla voglia di vedere la delegazione di Avignone che incontra quella di Amsterdam”
Un picchetto di marinai veneziani aspettano all'attracco la barca di Avignone, in avvicinamento. Il buon gusto è quello tipico della Santa Sede: è nera e lucida, con un gigantesco stemma del papato su ciascuna fiancata e sul tetto, i finestrini rifiniti in oro, e un modesto telo in broccato rosso e oro a coprire la prua.
Ne scendono due Guardie Svizzere, vestiti da pagliacci e fucili semiautomatici di precisione. Tre cardinali scendono subito dopo, ampi abiti di porpora, cappelli a tesa talmente larga da sembrare ombrelli, dozzine di nappe che scendono dai lati.
“Ed egli disse: colui che indosserà il cappello più ridicolo siederà al mio fianco nel Regno dei Cieli”, commenta Dragan, in tono solenne.
“Secondo me in realtà sono tutti vampiri. Voglio dire, il Duca di Firenze aveva un cono d'ombra più discreto”
“Magari fossero vampiri. Sento la loro magia da qui”
Mi concentro per un istante, e ha ragione. A Venezia, non è facile percepire aure magiche a distanza. Il potere delle torri, dei maghi, dei sistemi stessi della città, è come un bagliore diffuso, accecante per la Percezione.
Ma gli abiti dei Cardinali sono ancora più cospicui ai sensi magici che alla vista.
“Cazzo. Uno dei tre ha difese magiche migliori delle mie”
“E scommetto che sarebbe un Mago dell'Oro”, aggiunge Dragan. Ha la bocca serrata in una linea, ora, per un istante temo che sputi davvero verso gli Ambasciatori Vaticani.
“Cerchiamo di dargli un minimo di fiducia. Magari davvero vogliono la pace”
Dragan mi guarda. Ora non c'è un accenno di divertimento, in lui. La sua voce non mi piace. Non è uno che rimanga a lungo aggrappato alla rabbia, di solito, ma ora gronda veleno.
“Sarò disposto a credere che siano in buona fede quando mi porteranno la testa di Londino. Fino ad allora, posso anche collaborare con loro. Ma darò per sconato che stiano aspettando l'occasione migliore per accoltellarmi alla schiena”

***

“Su, ragazzi. Cercate di sembrare un minimo impressionanti. Meno spalle curve e più aspetto da guerriero leggendario, Dragan” commenta Silvia, piazzandosi davanti a noi due.
Dragan sorride, alza gli occhi al cielo.
Mi sento ridicolo nell'alta uniforme. Ma se non altro, sono abbastanza certo che con Silvia davanti e Dragan vicino, non c'è pericolo che l'attenzione di qualcuno si fissi su di me.
Due dozzine di squadre di maghi dell'Argento sono riunite in Piazza San Marco, le alte uniformi un arcobaleno di colori. Non ho mai capito perché i maghi delle Fiamme debbano indossare quelle rosse e noi quelle marroni.
“Chi credete che abbia mandato Amsterdam?”, chiedo.
“Se l'ambasciatore è un moderato, proporranno di partire immediatamente in guerra contro Praga e poi valutare se proseguire verso Avignone. Se è del Partito di Ferro, proporrà di partire immediatamente contro Avignone e concluso l'intervento cercherà di decapitare l'ambasciatore della Santa Sede. L'unica cosa buona di Amsterdam è la prevedibilità”, commenta Silvia.
Tre Senatori col mantello rosso – la Santa Sede non è l'unica a cui piacciono i costumi, pare – aspettano al molo mentre il traghetto si avvicina. L'accoglienza è sicuramente più calda di quella riservata agli altri ambasciatori. Le delegazioni di Lione, Amsterdam e Genova sono a bordo, del resto.
Possiamo fidarci almeno di loro? Delle altre Città Magiche? Niente è più così ovvio, dopo Tolosa. Le tensioni con Lione sono alte, in particolare.
Il traghetto accosta. Il primo a scendere è un anziano mago dell'Oro, sorridente, che riconosco vagamente come ambasciatore di Lione.
“Delacroix. Poteva andare peggio. Non è contro di noi, se non altro”, commenta Silvia, sollevata.
Non riconosco il giovane ambasciatore, senza talismano, di Genova. Lo accompagnano due maghi del Rame con talismani delle Fiamme.
Gli ambasciatori Veneziani si inchinano ai delegati stranieri, iniziano un fitto sbarramento di salamelecchi.
“Chi... oh, cazzo”, dice Silvia.
Gli ultimi due delegati sono scesi dal traghetto. All'inizio il primo mi sembra un vecchio. Ma no, è un giovane, sembra avere qualche anno meno di me, se non per i capelli completamente bianchi. Gli manca il braccio destro, e ha l'espressione di chi abbia appena mangiato un limone spremuto. Indossa una divisa militare grigia leggemente consunta, che non potrebbe passare per un'alta uniforme da nessuna distanza.
Quello dietro di lui è sulla trentina, con capelli biondo scuro tagliati corti, una benda sull'occhio, e un sorriso amabile.
Li riconosco entrambi. Tutto il mondo li riconosce, probabilmente. Dragan ha gli occhi sgranati, sembra trattenersi dal fare un saluto militare.
“Il Borgomastro. E il Grande Mago Maximillan. Ok, se le trattative diplomatiche riusciranno a iniziare prima che sia sparso sangue sarà un miracolo”, commenta Silvia.

Note Conclusive
Se, comprensibilmente, non vi ricordate chi siano i due maghi della delegazione di Amsterdam, Maximillian era il (al tempo) giovane mago che ha ucciso l'Imperatore del Sangue, il Borgomastro di Amsterdam a suo tempo era il comandante della Crociata contro l'Impero del Sangue, e attualmente è il mago più potente del mondo.




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