Le tre spade di ico

Note dell'Autore sul Capitolo
cosina che avevo in cantiere da parecchio.
diciamo che volevo provarla a scrivere per vedere come veniva. temo sia terribilmente confusionaria, e in più non spiego un cavolo di nulla. quello però per scelta, sbagliata temo.
ma ci voleva qualche cavolata legata allo spirito durante l'ondata di caricamenti, no?
Le tre spade



Perché? Perché? Stupida, stupida, stupida!
Sei contenta adesso? Sei soddisfatta?


Shishi è arrabbiato. Lo capisco. Non doveva andare così. Proprio no.
Però mi sembra solo arrabbiato.
Andiamo, sii triste. Lei ti piaceva. Almeno in queste occasioni, non fare così. Non nasconderti.


Stupida. E lui non c'è. Che ti avevo detto? Che ti avevano detto tutti? Ma tu, no. Stupida.
Anche tu mi hai deluso. Anche tu mi hai presa per il culo, cazzo!


Provo a parlarle. Finirà con l'arrabbiarsi pure con me, ma almeno avrebbe ragione.
«Shishi, non dovresti...»
Non finisco la frase. Shishi si gira di scatto. Ha un'espressione che non promette altro che grossi guai. «Shishi, che vuoi fare?»


«Sta zitto, Silmathiv.»
Zitto zitto zitto. Non parlarmi. Non tu. Non nessuno.
«Cosa voglio fare? Voglio andare a prenderlo, o troncargli la testa dal corpo. Ma preferirei la seconda.»
Lo scanso ed esco. Lo so che è là fuori. Il bastardo. È colpa sua. Sua.


Neppure il tono prometteva bene. E non può volerlo fare sul serio.
Sarebbe stupido. Sarebbe pericoloso. Sarebbe...
Sarebbe da Shishi.
Faccio per seguirlo. Mi blocco e torno indietro, da lei.
Povera Valk. Tu che volevi una vita tranquilla hai portato tanti guai. Non che sia colpa tua, capiamoci. Ma dovevi proprio farlo?
Manterrò la promessa, riposa tranquilla.


Attraverso il campo. Attraverso i gruppetti di mercenari. E in un angolo della mente spero che qualcuno reagisca. Per rompergli le ossa.
No, voglio lui. Solo il bastardo.
Dov'è? Dove sei?
«Dove sei? Non ti fai neppure vedere? Neppure ci sei? Bastardo!» Urlo con tutto la rabbia che ho in corpo.
Qualcuno si sposta. Molti lo fanno. E lo vedo. Lo odio, lo odio.
Appoggiato all'albero. Nell'ombra, come il mostro quale è.
Ti odio, ti odio. Tu devi morire, tu.


Ma quanto ha corso? Seguo la scia di persone dall'aria spaurita. E ce ne sono anche troppi. Spero che Shishi non abbia fatto nulla di cui potrebbe pentirsi. No, non se ne pentirebbe.
E in fondo avrebbe ragione a volerlo morto, ma non può. Il Senzamorte è pericoloso.
Scarto un ultimo capannello. E la trovo.
Li trovo.


«Sai bastardo che lei era innamorata di te? Lo sai?» Lo odio.
«Lo sai che ha deciso di fare un lavoro di primo grado per poter diventare un Numero Singolo per te?» Lo odio, lo odio.
«Dì qualcosa! Non ti importa proprio niente di niente?»
Non reagisce. Non un gesto, non una parola. Mostro bastardo.
Poggio la mano sull'elsa ed estraggo la lama.
Lo voglio morto.


Shishi ha tirato fuori la sua scimitarra famosa. Mi disse che la forgiarono per ammazzare i mostri. Spero non lo ricordi adesso.
«Dì qualcosa o giuro che sei morto!» Ringhia Shishi.
Accidenti.


Oppure taci e non cambierà nulla. Ancora meglio.
Avanzo svelta. La lama alta. Cinque passi. Ho calcolato la distanza. Calo la lama.
Ma non lo colpisco. Il taglio è stato bloccato. Non dal mostro.
Sgrano gli occhi.
«Tu!»


Shishi è sorpreso e inferocito. «Puttana! Perché fai questo? Perché mi fai questo?»
E mi odia. Non avrei mai voluto uno sguardo come il suo di adesso rivolto verso di me.
Sto facendo una grande scemenza. Ho bloccato l'attacco di Shishi.
E in pratica ho difeso il Senzamorte.
Non voglio farlo. Neppure a me piace. Non mi è mai piaciuto.
Ma ho una promessa da mantenere.


Stringo i denti fino a sentire dolore. Anche lui! Anche lui! Come tutti gli uomini, demente io a crederlo meno peggio!
«Il Senzamorte è troppo pericoloso.» Dice. Stupido bastardo. Che importa?
Indietreggio un passo. Affondo il tallone. E stringo la lama con entrambe le mani.
«Vattene.» Sibilo. «O muori per primo.»


Shishi è serio. Troppo serio.
Cambio posizione. Passo lo stocco dalla destra alla sinistra. Devo combattere seriamente con Shishi.
So che è un gran spadaccino, e non volevo combatterci.
Avanza due passi. Tenendo la sua scimitarra parzialmente alzata. Poi scatta. Un fendente da destra. Lo paro. La lama scivola fin quasi all'elsa. E il braccio assorbe troppo impatto.
È forte sul serio.


Come può parare con un fottuto fioretto? Perché non si spezza?
Perché non si leva di mezzo?
Lo odio, odio anche lui. Calo la spada due volte, due volte para.
Non sono concentrata. Lo so. Dovrei calmarmi. No.
Chi se ne frega. Non voglio un duello elegante, non voglio cazzate di stile, voglio il Senzamorte in una pozza del suo sangue maledetto!
«Shishi, è anche colpa tua.» Esclama Silmathiv. E abbasso la guardia.


Shishi indietreggia. Non dovrei dirlo. Non dovrei. È sbagliato e doloroso.
Ma deve capirlo.
E non voglio combatterci.
«Shishi, dovevi dirlo. Valk ti voleva bene. Valk avrebbe capito!»


No no no no no. No.
«Smettila!» Strillo. «Tu sei una fottuta puttana, che si sbatte ogni troia che capita! Compresa lei! Tu non puoi dare giudizi, tu sei l'ultima persona che può parlarne! Tu non puoi neppure capire! Nemmeno sperare di capire, nemmeno fingere di capirmi!»
E sento una lacrima che scende. Non farlo!
Li odio, li odio tutti. Perché deve sempre andarmi tutto male?


«Bene.»


Mi giro. E Shishi tace. Il Senzamorte ha parlato.


Mostro. Mostro. Non parlare, muori e basta. Sparisci per sempre.


«Mi odiate. Bene. Non siete pronti. Non mi odiate abbastanza. Siete motivati.
Sanguinate. Sanguinante a lungo. Sanguinate per ogni singolo motivo cui voi date importanza. Quando avrete sanguinato a sufficienza tornate da me. Sarete pronti. Se non morirete prima.»


Il Senzamorte ha parlato. E mi trovo a pensare che ha una bella voce e che fa discorsi strani.
Ho quasi più impressione di questo che dal suo sorriso troppo largo.
È sul serio un mostro.


Sta bene.
Avanzo. Silmathiv si frappone di nuovo. Smettila di farlo, non sei la mia guardia.
Lo evito.
«Shishi!»
«Non voglio attaccarlo.»
Lo odio. Mi ha notata. Il grande mostro sa che ci sono.
Ottimo. Così saprà chi l'ha abbattuto. Deve saperlo. Voglio che ne sia conscio.
Scopro le braccia. Ignoro le cicatrici di troppi allenamenti.
Gli mozzerò la sua testa bastarda. E saprà che l'ho fatto io. Io, non una figura senza nome nella sua maledetta memoria.
Ruoto la lama. La faccio scorrere sulla carne, dal gomito al polso.
Non fa male. No.
Tendo il pugno verso il mostro. Non ricordarti Valk, bastardo. Bene. Ricordati di Shiniko.
«Giuro sul mio sangue, sulla spada che fu del grande eroe, e su ogni stilla di odio che provo per te, che arriverà il giorno in cui creperai per mia mano.»


Shishi è molto scenica. E fastidiosa. Mi gratto la fronte.
Lo sapevo che sarebbe finito tutto male. Me ne farò una ragione.
«Va bene. Ma non mi taglierò.» Affondo lo stocco nel terreno. «Giuro e prometto sull'anima di mamma, su quella di Valk, su quella di Shishi e ultima sulla mia, che quando arriverà il giorno di abbatterti sarò lì presente ad aiutare Shishi. Tra la lama del Senzamorte e Shishi ci sarò io.»


«Cosa c'entri tu?»
Silmathiv mi fa l'occhiolino. «Io c'entro sempre. Ormai siamo compagni di guai.»
«Non devi. Non sei la mia compagnia. E non mi piaci.»
«Ho fatto una promessa e questo basta. E ci sono tanti testimoni.»
Mi ero dimenticata degli altri. Decine di mercenari ci fissano.
Perfetto. Altra gente che si ricorderà.
«Sì, avete sentito bene.» Esclamo. «Ammazzerò il vostro Senzamorte.»
E che io sia dannata se non ci riuscirò.


Loro ti odiano. Molto ti odiano.
Chissà se saranno in grado di colpirti. Promettono bene.
Anche se sono piccoli. Come tutti.
Promettenti tuttavia. Aspetta. Aspetta e vedrai dove arriveranno.
Se sanguineranno abbastanza o meno.




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