Sexy as Hell di wasmehr

Jenny, la mia coinquilina, qualche sera fa ha organizzato una festa a casa.

Una passione di Jenny sono i romanzi d’amore. Per carità, non si chiamano sul serio “romanzi d’amore”, bensì “romanzi storici”. Poi, certo: su ottocento pagine, almeno seicento sono dedicate ad amplessi infuocati, pettorali palpitanti, schiene maschili solide e vaste come la Groenlandia, ma siccome nelle restanti duecento si nominano un re, un battaglione, una roccaforte e possibilmente un intrigo da sventare grazie all’incredibile nobiltà d’animo e spirito di sacrificio dell’avvenente e virile protagonista, e siccome la dicitura “romanzo d’amore” fa un po’ vergognare tutti, si preferisce il sottile e delicato eufemismo. E “romanzo storico” sia!

Jenny, come dicevo, ne va matta. Ultimamente è in fissa con i romanzi storici ambientati in Scozia, tra le brumose e misteriose Highlands, popolate, come si sa, dai maschi più maschi del mondo, che possono permettersi di indossare la gonna, tanto la loro mascolinità è prorompente.

Preciso che so tutte queste cose perché generalmente mi metto vicino a Jenny e leggo con lei. È vero che ogni tanto mi addormento e ci scappa il pisolo, ma è anche vero che se mi addormento quando l’eroe – dopo aver sollevato la dama (svenuta) con una mano sola, mentre con l’altra (ferita e sanguinante) teneva appesi i propri 100 kg di muscoli a una sporgenza quasi invisibile sopra un dirupo - la sta teneramente risvegliando con baci e carezze, poi mi risveglio cento pagine più avanti e quelli sono ancora occupati a incendiare il bosco con il fuoco della loro incontrollata passione. Quindi non è che perdo il filo, o manifesto poi difficoltà a seguire la trama.

Comunque, dicevo. La festa.

Quando Jenny organizza feste, di solito me ne sto un po’ in disparte. Non amo la confusione, e tutte quelle persone estranee che girano per casa, con le loro scarpe sporche, che occupano tutti i divani e le poltrone disponibili, mi danno un po’ fastidio. Quindi anche l’altra sera me ne stavo in silenzio, inosservata, in un angolino riparato dall’ombra della tenda che chiude l’ingresso al balcone. Stavo lì, immobile, e osservavo tutti. Mi piace osservare gli sconosciuti e immaginare cose su di loro. Sono certa di indovinarci, nella maggior parte dei casi, è una specie di istinto che ho: quello di vedere immediatamente tutti i lati più oscuri e meno piacevoli delle persone che incontro.
Ero così intenta – quello ruba un pacchetto di cicche tutte le volte che va a fare la spesa; quella ha tradito il fidanzato con il custode del palazzo di fronte; quella è scesa dal taxi e non ha dato la mancia al tassista… voglio dire, sono tutte cose che chiunque potrebbe notare a una prima occhiata, ma nessuno si prende la briga di sviluppare questo spirito di osservazione. Nessuno a parte Sherlock Holmes: Jenny mi ha fatto vedere la serie tv e ho subito capito di trovarmi di fronte a uno spirito affine. E infatti è un personaggio inventato.

Ho perso il filo di nuovo.

Dicevo: ero così intenta, quando è entrato lui. Il respiro mi si è bloccato un attimo, lo confesso. L’espressione di uno degli ultimi “romanzi storici” letti da Jenny mi è subito venuta in mente, e finalmente ho compreso l’immensa vastità dell’espressione sexy as hell. Oh, fosse stato nelle mie corde vocali, avrei ululato. Sembrava davvero uscito da uno di quei libri, kilt compreso, perché, a quanto ho poi appurato, veniva direttamente da una cerimonia alla quale aveva partecipato insieme alla sua famiglia, di antiche origini scozzesi.
Per una volta ho sentito il desiderio di uscire dal mio angolino e farmi vedere, anche se sapevo perfettamente che non mi avrebbe mai notato. Tanto per cominciare, so di non avere i colori giusti. Per non parlare della forma. Lasciamo perdere.
Ho dibattuto la questione tra me e me per qualche secondo, ma poi ho visto che il radar di Jenny lo aveva intercettato e in quell’istante ho deciso, e sono uscita dall’ombra della tenda. Nessuno ha fatto caso a me, mentre scivolavo silenziosa tra gli ospiti, senza mai perdere di vista lui.
Quando gli sono arrivata vicino, naturalmente non mi ha neppure rivolto un’occhiata, dubito proprio che mi abbia visto. Stava bevendo da un bicchiere e intanto flirtava con Jenny, che rideva con una mano pudicamente davanti alla bocca.
Vederli così mi ha dato il coraggio di essere un po’ più sfrontata, e mi sono gentilmente strusciata contro le gambe di lui. Si è spostato, come per allontanarsi da un fastidio. Ah, è così?, mi sono detta, e mi sono fatta ancora più audace, con una strusciata più decisa e messa in pratica con una mia tecnica particolare, che lo ha portato a incespicare. Purtroppo si è ritrovato appoggiato a Jenny, che non era quello che volevo, ma allo stesso tempo si è finalmente accorto di me.
“E tu chi sei, dolcezza?”, mi ha detto accarezzandomi sulla testa e dietro le orecchie. Naturalmente ne ho subito approfittato per saltargli in braccio, accoccolarmi tra i suoi poderosi pettorali e cominciare a fare le fusa, intanto che lui continuava a grattarmi piacevolmente la schiena e la coda.
Beccati questa, Jenny!




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